Una miss “silenziosa” nel Panaf … “Clem Clem” Giuliana Tegon della Gazzera è tra le figure storiche del campionato..

Smalto sulle unghie,  un pò di rossetto (che non guasta mai) e quei tratti di dolcezza infinita che ogni volto femminile trapela anche nel solo osservare la palla entrare a canestro, o nel seguire le compagne dalla panchina. Il Panaf è pur sempre un campionato giocato da ragazze. Sul parquet ci vanno le miss, sarebbero 114 in questa quarta edizione, eleggerne una per ogni squadra sarebbe fare un torto a tutte le altre.

Una miss in realtà c’è con tanto di fascia guadagnata nel lontano 1999. Lei è Giuliana Tegon, giocatrice della Gazzera, tra le storiche giocatrici sempre presenti al Panaf come molte sue compagne di squadra (Poloni, Giacomini, Serafin, Scarpa, Righetto) e Laila Del Chiaro e Stefania Orio delle Fenici. Giuliana è stata “Miss Superbasket” a Caorle durante il torneo Beach Basket Myers e Meneghin”. Un fisichino da pin up scrisse a suo tempo la Gazzetta dello Sport. Il bello è che se nel ’99 aveva 24 anni, il tempo sembra essersi fermato per Giuliana, come anche per tutte le altre giocatrici, ecco perché a una donna non serve mai chiedere l’età, perché per loro il tempo non passa mai.

“… Infatti alla nostra giovane età, il Panaf ci ha dato l’occasione a noi Poiane della Gazzera: potere continuare a praticare la nostra passione. Una passione che accomuna tutte le giocatrici che stanno partecipando a questo torneo e che sarebbe bellissimo riuscire ad allargare ad altre appassionate.  Ad alcune di noi questo torneo ha concesso l’opportunità di tornare a giocare dopo molti molti anni. Alle prime partite alcune di noi sostenevano un’intensa preparazione “estetica” per arrivare pronte davanti all’obiettivo del nostro fotografo… Thomas” (grazie per la citazione…)

E’ vero Giuliana. Il vostro “trucco e parrucco” alla sola idea di fare la foto di squadra veniva esclamato da alcune di voi, tipo la Valentina. Tu invece hai sfidato l’obiettivo presentandoti al terzo tempo in tacchi alti, pensavi tu che non ce ne accorgessimo. Comunque da qui è partito il soprannome “Miss”.

Gazzera è sinonimo di Poiane (il rapace simbolo dello stemma) ma anche di amicizia e famiglia.

“Del basket ho sempre amato lo spirito di squadra, la condivisione di vittorie e sconfitte, cose che mi tornano ancora utili nella vita di tutti i giorni. Mi ha insegnato a non mollare mai e a rialzarmi sempre. Alla pallacanestro devo anche le molte amicizie strette con compagne e avversarie. È una dimostrazione di amicizia lo sono le Poiane, una squadra diventata quasi una famiglia, con alcune di loro gioco assieme da tantissimi anni altre le conosco da una vita”.

Chi ti conosce da una vita sa anche che sei piuttosto un “sapientino del basket”. D’ora in poi ti potremo chiamare “Clem Clem” alla faccia della Clementoni che nei primi anni ’80 portava nei negozi di giocattoli il “Sapientino Clem” e il “Grillo Parlante”, bastava toccare un tasto del giocatollone e…

“Le mie compagne di basket mi avevano soprannominato sapientino basket perché memorizzavo ogni particolare: avversarie, nomi, numeri di maglia, classifica marcatori e campionati, difese, giochi di attacco, indirizzi delle palestre e forse anche il fondo del campo dove si giocava (parquet o linoleum Giorgia Scarpa???). Ho perfino vinto ben due titoli di Miss Super Basket al torneo Beach&Basket superando le mie avversarie a suon di risposte sugli argomenti trattati dall’ultimo numero del Superbasket a cui ero ovviamente abbonata, segnando tiri liberi e perché ero indubbiamente ANCHE la più carina (scherzo)!”

Chi o quando ti ha trascinato in palestra, mettendoti la prima palla a spicchi in mano?

“Il motivo per cui ho iniziato a giocare a basket quasi non lo ricordo più. Sono passati più di 30 anni! Sicuramente perché giocava mio fratello Mauro, e poi vidi giocare “Meo” Rigo e la sua Full Spinea: mio papà ne era un “tifoso” silenzioso e andavo con lui alle partite. In un Amen è diventata la mia più grande passione. Non sono mai stata una grande giocatrice, ma a volte la spuntavo sulle più talentuose per grinta da vendere, impegno, costanza e sacrificio. Sono cresciuta nelle giovanili dello Spinea. Grandissima tifosa delle mitiche “scarpette rosse” di Mike D’antoni, DoDo mcAdoo e Meneghin.”

Giuly è come la sua compagna di squadra Federica Righetto una maestra del tiro da tre. Lei non ne vuole parlare, ma alla domanda… “Scusa Giuliana quante triple hai fatto mentre stavo arbitrando?” ha risposto “secondo me più di quante sono messe a referto”. Ecco il perché la nostra Giulana è “sapientino”. Da non confondere con una offesa, altrimenti la chiudiamo subito qui. Chi gioca a basket ha il computer in testa, Giuly sarebbe una macchinetta da numeri impressionate e statistiche (di bombe segnate ne dovrebbe avere cinque).

“A parte gli scherzi, quando smetterò di giocare, mi mancherà tantissimo. Spero un giorno di poterlo seguire da tifosa “silenziosa” di mio figlio se mai lo vorrà praticare. È uno sport bellissimo”..

Tifosa “silenziosa” come papà. Un aggettivo che fa molto rumore e che nel suo silenzio può servire da insegnamento. Grazie Giuliana per averci ricordato che la pallacanestro prima di tutto è spettacolo che fa luccicare ed estasiare gli occhi, senza bisogno di troppe parole.

Allora “miss Clem Clem” abbiamo parlato di papà, di Mauro, mettiamoci anche  la tua affermazione che spesso mi confidi che “sarà la tua ultima volta”. Lo dice sempre a Jesolo Matteo Maestrello che è stato il capitano della squadra allenata da Massimo Guerra, un altro che tu conosci bene e che ti chiama “sorellina”.

“Eh temo di sì, penso di smettere dopo le finali del 18 maggio. Ma non lo so ancora, non ho trovato la risposta alla domanda che mi sta assillando… come farei a stare senza, dopo?”

Ne riparleremo a voce.. Ringraziamo Giuliana, il tono dell’intervista è stato piuttosto colloquiale, non poteva esserlo altrimenti, i pochi anni di amicizia con la numero 8 della Gazzera sembrano essere una vita. E sinceramente visto che lei è precisa, puntale e pignola su tutto ciò che è basket, ai miei occhi la sua camminata con la spalla destra un po’ giù per colpa della borsa troppo pesante, oramai è diventata di casa.

Intervista e foto di Thomas Maschietto

(la pazienza di averci sopportato invece è tutta della nostra amica Giuliana, come in precedenza di Serena, Federica e Luana)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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