TaiChiChuan come Pratica di Longevità

Relazione su: TaiChiChuan come pratica di longevità

Tutto è cominciato col concetto di Qi, cioè un concetto molto simile a ciò che noi in occidente chiamiamo energia. Questo tipo di e. è qualcosa che ciascuno di noi possiede nel proprio corpo e che può arrivare a padroneggiare e regolare con un metodo che si intende per Gong ( o Kung ). Al concepimento ci deriva una certa quantità di energia vitale che noi possiamo solo consumare, e una volta terminata termina anche la nostra vita, perciò dobbiamo coltivarla come un bene prezioso e non esaurirla in cose estreme. (Es. della candela). Ed ecco nascere con questo concetto, le prime pratiche per il mantenimento di questa energia.

A questo punto possiamo capire perchè nella MTC la salute non sia intesa ,come in occidente, come uno stato di assenza della malattia, ma viceversa la persona in salute è quella che lavora, mangia, dorme, vive normalmente…

Per longevità nella MTC si intende la qualità della vita ed una vita di qualità presuppone sempre una certa quantità…

Presso il monastero di WUDANG, i monaci medici iniziarono migliaia di anni fa a perfezionare delle pratiche di salute, il CHI KUNG ,il TCC ecc. per arrivare poi all’agopuntura.

Gli effetti benefici del tai chi

La prossima volta che siete a passeggio con il vostro cane, o decidete di farvi una piacevole passeggiata nel parco del quartiere, è possibile vedere anche in Italia dei gruppi di persone in movimento con braccia e gambe aperte, con movimenti grandi e lenti, .Queste persone non praticano la loro nuova mania di ballo lento ma stanno praticando il Tai Chi, una delle arti marziali morbide (o interne), un esercizio che i medici dicono migliori la salute mentale e fisica.

Riequilibra le energie interiori e pone in sintonia con gli elementi costituenti della natura, il Tai Chi, l’antica arte marziale cinese, è una disciplina molto amata e diffusa in tutto il mondo.

Esercitato con regolarità, il Tai Chi aumenta l’autostima, riduce lo stress e l’ansia.

L’antica arte orientale attinge alla medicina tradizionale cinese e comprende i 5 principi dei cinque elementi fondamentali: l’acqua, rappresentata dalla fluidità di ogni movimento; il legno, presente nella forza di ogni movimento; il fuoco, che si sprigiona nel momento in cui il colpo tocca il bersaglio; la terra presente nella posizione salda e stabile che il corpo assume e il metallo che si manifesta nel peso del corpo.

Di fatto in Cina è l’equivalente del jogging quanto a pratica fisica diffusa e spesso ne sono stati proposti i benefici effetti sulla salute. Una recente review degli Archives of Internal Medicine conferma per quanto possibile la tradizione, soprattutto in età avanzata. In effetti i benefici ci sono, malgrado sia difficile spiegare fino a che punto e in base a quali meccanismi a causa della relativa scarsità degli studi condotti in modo rigoroso. I punti di forza dell’arte marziale sono da sempre il potenziamento dell’equilibrio, la stabilità posturale, ma anche il fitness cardiorespiratorio e la mobilità delle articolazioni. Tutti aspetti sempre importanti particolarmente quando, come nella terza età, sopravvengono condizioni croniche che possono ridurre la prestazione. Le esperienze condotte su persone affette da patologie articolari (artrite reumatoide, per esempio) hanno dimostrato un guadagno in termini di mobilità, ma anche l’aumento della forza espressa da alcuni muscoli chiave come nell’estensore del ginocchio. Infine, per l’aspetto più importante nella terza età, vale a dire la prevenzione delle cadute, questa disciplina sembra effettivamente contribuire a una diminuzione del rischio.

La pressione cala

L’ipertensione è una condizione molto diffusa, nella quale è noto che l’attività fisica ha un effetto benefico. Gli studi condotti hanno dimostrato una sostanziale equivalenza della riduzione dei valori pressori ottenibile con attività aerobiche e con il Tai Chi, anche nell’arco di poche settimane si ha una diminuzione della pressione di circa 7/8 mm/hg per la sistolica e di 2/3 mm/hg per la diastolica. Se si tiene presente che l’attività aerobica può essere eccessivamente impegnativa per molti, poter contare sul Tai Chi è interessante.

Sulla funzionalità cardiorespiratoria, si devono distinguere due aspetti. Chi pratica l’arte marziale a lungo, malgrado la sua natura di disciplina soft, mantiene più a lungo le sue capacità respiratorie e cardiache. In alcuni test, inoltre, si è dimostrato che chi pratica il Tai Chi riesce a ottenere gli stessi risultati in termini di prestazione (sequenze calci e di pugni) del più muscolare Win Chung (una delle molte scuole del Kung Fu esterno), ma con un ritmo respiratorio e cardiaco più bassi, segno di una più efficiente tecnica di respirazione.

Lo spirito sale

Gli effetti psicologici del Tai Chi sono stati valutati sia negli adulti sia nei bambini in età scolare. Nei più giovani si è vista aumentare la percezione della propria efficacia, come è migliorata l’integrazione viso-motoria, cioè quell’insieme di abilità che grossolanamente possono passare sotto il termine di coordinazione. Negli adulti si è riscontrato che c’è un generale miglioramento del tono dell’umore e una diminuzione degli indici di stress e ansia. Come anche è stato dimostrato in uno uno studio condotto su anziani colpiti da demenza vascolare e da Alzheimer, che avrebbe rilevato un miglioramento in alcuni aspetti cognitivi. Però va precisato che il campione indagato era piccolo e che, a detta degli autori della review, lo studio presenta parecchie manchevolezze metodologiche.

In linea generale, chiude l’articolo degli Archives, ci sono elementi sufficienti a raccomandare,soprattutto in chi sportivo non è mai stato, la pratica di questa pratica armoniosa.

neuroni a specchio.

I neuroni a specchio ,scoperti di recente , si attivano selettivamente sia quando si compie un’azione sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri. I neuroni “rispecchiano” quindi ciò che avviene nella mente del soggetto osservato, come fosse l’osservatore stesso a compiere l’azione. Il sistema a specchio codifica sia il tipo di azione che la sequenza dei movimenti di cui essa è composta. Ruolo primario dunque è comprendere le azioni altrui, anche se poi nell’uomo tutto è più complesso, e il loro rapporto con il linguaggio (evoluzione e mantenimento) è chiaro.

La pratica del TCC stimola appunto i neuroni a specchio ,quindi avremo dei benefici anche a livello delle funzioni cognito-intellettive. Come si era capito dai lavori su pazienti parkinsoniani ed affetti da Alzheimer. Uno studio ha dimostrato che 6 mesi di pratica hanno migliorato significativamente la memoria e la percezione del sé in donne anziane con medio indebolimento cognitivo.

Altre ricerche (es. da Cochrane) hanno dimostrato benefici e miglioramenti dei parametri fisico-articolari anche per pazienti affetti da Artrite e/o Artrosi .

Da tutto ciò si può desumere che se non la quantità degli anni ma di sicuro la qualità della vita migliorerà, ma solo con una pratica costante, anche se non totalizzante ed impegnativa sia sul piano fisico che mentale e , cosa da non sottovalutare in questi anni, finanziario: i corsi non costano poi molto, non servono attrezzature particolari e l’abbigliamento stesso è quello di tutti i giorni o quasi.

Per inciso l’età media in cui si sono spenti i grandi maestri del passato (quelli del presente…ci sono ancora!…) (considerando l’epoca ,il periodo sociale , la sanità e il luogo) era sempre molto avanzata ( a parte gli omicidi…) per arrivare a medie di oltre 90 anni per i maestri di Pa Kua (un modo particolare di fare TCC).

(Natural News)

Tutto ciò depone quindi a favore di un aumento della qualità della vita nelle persone che praticano il TCC

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