Laila Del Chiaro, l'”arresto-passo-tiro” delle Fenici. Quattro anni di Panaf e quel movimento della mano destra simile al collo della fenice..

Da bambini o bambine avete mai pensato di chiudervi in cameretta, chiudere gli occhi ed esprimere il desiderio con tutta la forza del pensiero? Come per esempio di diventare grandi tutto su un colpo, oppure diventare protagonista nel mondo dei nostri giocattoli preferiti (un soldatino, un peluche, un Lego). I film per ragazzi ci insegnano che spesso succede attraverso una luce magica e di incanto il desiderio si avvera. Capita anche nella vita…

La divina Laila Del Chiaro, giocatrice storica dellae Fenici di Venezia, sempre presente in quattro edizioni del Panaf, come anche la sua amica Stefania Orio, da piccola decise o si fece la promessa che il basket sarebbe stato per sempre parte della sua vita. E allora è bellissimo provare ad immaginarla in cameretta sua o nel campetto in cemento di Sant’Elena (dove probabilmente ha segnato il suo primo canestro) con la mano destra impressa sulla palla a spacchi e farsi la promessa…: tu ed io sempre insieme…

Magari non è andata proprio così, ma il suo racconto ci fa immergere nel sogno di quando noi da bambini pensavamo a come saremmo stati da grandi…

Ho iniziato con il basket verso gli 11 anni percè lo praticava già mia sorella. Ho sempre giocato nel mitico Palazzetto dello Sport all’Arsenale. Tutte le giovanili con la società US Castelo. Società storica veneziana in via Garibaldi. Ho ricordi indelebili dei derby affrontati, anche in campetti all’aperto, con i Carmini, San Giobbe, Alvisiana e Lido. Ed oggi,la mia squadra Le Fenici, è formata dalle ragazze che giocavano proprio in quelle formazioni. E da avversarie sono diventate amiche di sempre.”

Però poi…

 “Eh, già, a 20 anni smisi di giocare per poi riprendere a 27 con la Virtus Venezia in campionati di serie C e B. Furono anni bellissimi. Ma poi gli impegni familiari, il lavoro e gli acciacchi fisici, fecero si che la squadra si sciolse. Ma non poteva finire cosi. Quando decisi da piccola di dedicare parte della mia vita al basket, a questo sport meraviglioso, una palla a spicchi e tanta passione, un gioco di squadra, l’amicizia fuori e dentro dal campo, sapevo che sarebbe stato per sempre”.

 

L’amicizia, avversarie che diventano grandi amiche… un dejà vu rivissuto anche al Panaf..

 

Il Panaf ci ha dato l’opportunità di rivivere tutto questo. Il primo anno, il torneo era formato da 3 squadre: noi, Gazzera e Quarto d’Altino. Ma, a dimostrazione che il basket non e’ solo uno sport da maschi, ma è praticato da chi ha grinta e passione, e le donne ne hanno anche di più, quest’anno il torneo, al suo 4° anno, ha 2 gironi da 4 squadre. Assieme anche alle Poiane Luisa Poloni e Federica Righetto abbiamo formato il Venice Spritz Team, e qui vige l’obbligo di essere over…. Facciamo tornei di tre giorni anche all’estero. A fine maggio partiamo per Santander ma il più bello e più sentito per noi è qui a Venezia, al Lido a fine giugno, in occasione del Torneo dei Sestieri. Siamo andate in Irlanda, Inghilterra, Spagna, e quest’anno forse Russia, e poi tutte in spiaggia a far festa! In campo ci si scontra ma poi fuori si ride e si scherza, ed è proprio questo il bello del basket.”

Inutile negare che un po’ di invidia c’è.. in giro per l’Europa con la palla da basket dentro la valigia, ma soprattutto si vedono gli stessi volti e gli stessi sorrisi, quando ci si gira da una parte o dall’altra dell’Europa. Questa non è solo amicizia, ma qualche cosa di MAGICO, tanto per rimanere in tema..

Quando frequenti degli amici o delle amiche per tanto tempo, oltre a respirare la stessa aria impari a memoria posture, espressioni e… modi di giocare.. Laila ha un movimento particolare sotto canestro.

A due passi dallo “smile”  lei e l’amica/avversaria della Gazzera Luisa Poloni hanno segnato in due 194 punti in questo torneo. La capitana delle Poiane 109, Laila 85 senza nemmeno un tiro da tre.

Inizialmente Laila era la miss del Panaf,  scherzosamente adesso la chiamiamo “divina” per il suo caratteristico movimento a canestro dentro il verniciato. E per quella mano destra che quando lascia il pallone dalla lunetta sembra assumere le movenze del collo della Fenice,  uccello saimbolico e mitologico e quindi divino.

C’è chi mi chiama “arresto-passo-tiro” anche se io preferisco il pick&roll, il classico dei giochi a due. Poi ci sarebbe un altro movimento, più di qualcuno mi dice che mi riesce bene. Non sono neanche in grado  di descriverlo. Lo faccio e segno e quindi direi che funziona”.

Dovrebbe essere il movimento che la porta da sinistra a destra..

“Non tiro mai da tre, gioco dando le spalle al canestro. Anche se negli ultimi anni devo dire che il  tiro da fuori comincia a piacermi e con una ho anche una buona percentuale, chissà..forse prima o poi un tiro dalla lunga distanza lo faccio”.

Ultimamente abbiamo sentito dire da più di qualche giocatrice che questo è l’ultimo anno per loro…

“Per ora non  nessuna intenzione di mettere le scarpe al chiodo, ho sempre il campetto a S.Elena, dove ho passato la maggior parte della mia adolescenza e anche lasciato parte delle mia ginocchia! BUON BASKET A TUTTE.”

E buon basket a te e alle tue Fenici.. Grazie Laila di cuore… è sempre un piacere dare voce alle leggende del torneo e carpirne segreti, curiosità ed emozioni..

Intervista e foto di Thomas Maschietto

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