Comunicato della Direzione Nazionale ACSI 12 marzo 2020

Nessuna guerra ha fermato lo sport, lo sport ha fermato le guerre
Delle tante traversie che ha affrontato l’umanità, quella di oggi non ha precedenti:
diffusione, velocità, pericolosità!
Lo sport si è fermato e con esso l’incommensurabile motore di welfare con tutti i
valori della solidarietà, dell’inclusione, dell’amicizia.
“Lo sport è gioia di vivere”, non solo divertimento, gara, competizione, ma anche
tutela della salute e del benessere psicofisico.
Nelle grandi difficoltà emergono le energie migliori, la passione e il coraggio che le
donne e gli uomini di sport sanno mettere a disposizione di tutti.
Il nostro mondo, quello dell’associazionismo sportivo, le ASD le SSD, insieme con i
dirigenti, i tecnici, gli operatori e i collaboratori a tutti i livelli sta affrontando
difficoltà e considerevoli perdite economiche.
L’ACSI è impegnata, insieme con le istituzioni, a sostenere il riconoscimento delle
disposizioni di sostegno all’emergenza, anche per il settore dello sport
dilettantistico e di base.
Le misure di sostegno al reddito devono essere estese a tutti i lavoratori dello sport
(dirigenti, tecnici, collaboratori ed operatori di ogni ordine) indipendentemente
dalla forma giuridica dei soggetti, siano essi imprese o associazioni:
• accesso agli ammortizzatori sociali, comunque denominati;
• sostegno per il recupero delle risorse economiche a seguito del fermo delle
attività e delle tutele dei lavoratori;
• sospensione di tutti i pagamenti, mutui, utenze, locazioni, ecc. prevedendo un
piano agevolativo di recupero attraverso la concertazione con gli operatori;
• blocco delle ritenute contributive sui contratti dei dipendenti e collaboratori di
competenza INPS;
• revisione e/o sospensione di tutte le imposte;
• accesso al credito;
• agevolare e garantire la ripartenza e inserire nell’agenda politica l’urgenza
dell’improcrastinabile riconoscimento del valore dello sport sociale.

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L’ACSI è consapevole che l’unitarietà del movimento sportivo italiano è un valore
indispensabile soprattutto in questa circostanza per portare avanti le istanze sociali
a sostegno di un ruolo valoriale svolto dalla promozione sportiva di base. Occorre
isolare l’egoismo strisciante di cartelli propagandistici che cercano in questo triste
momento di lucrare sull’emergenza sanitaria al solo scopo di fare proselitismo.
L’ACSI condivide il documento con cui CGIL CISL UIL, attraverso il comunicato del 10
marzo 2020, ha evidenziato il rischio della perdita del lavoro di oltre 500.000
collaboratori del settore sportivo, chiedendo al Ministro dello Sport Spadafora
l’istituzione di un tavolo di confronto per assumere i conseguenti provvedimenti.
La Direzione Nazionale dell’ACSI non intende generare false illusioni nel prefigurare
provvedimenti con facili elargizioni di risorse, come alcuni inopinatamente stanno
promettendo. Bensì propone – con atteggiamento consapevole e responsabile – di
avviare un proficuo confronto con le istituzioni insieme con il Coni, Sport e Salute
e gli altri Organismi Sportivi, si farà promotrice di decisioni operative, nel
rispetto della legalità e della equità, a sostegno del ruolo sociale
dell’associazionismo sportivo di base.
Oggi, quello che conta di più è collaborare attivamente per uscire dalla crisi.
Occorre infine uniformare i linguaggi di tutti i protagonisti della promozione
sportiva per esprimere condivisione di intenti, coesione dialettica e forza
contrattuale nei momenti decisionali.

Roma, 12 marzo 2020

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