Quando è il coach ad essere il sesto uomo in campo

Lavagnetta nella mano sinistra ed il pennarello impugnato da quella destra per disegnare gli schemi di gioco durante i time out. Nel campionato Panaf molto del lavoro che si vede sul parquet di gioco, azioni di gioco e canestri, sono il frutto degli allenamenti della settimana svolto agli ordini dei coach. Otto squadre, Gazzera, Fenici Venezia, Chioggia e Dream Team Treviso da una parte. Thermal Casa Albignasego, Angels Padova, Ms Group Golosine (Sant’Ambrogio di Valpolicella) e Cerea dall’altra. E otto sono i leader ai bordi della panchina che conoscono le proprie ragazze a memoria, caratterialmente e tecnicamente. Umberto Barzan, Barbara Bari, Lorenzo Furlan, Gianmaria Conte, Maddalena Geron, Giovanna Guidali, Simone Mujelli e Federica Rizzi. Avete presente il discorso fatto da Al Pacino nei panni dell’allenatore Tony D’Amato nel film “Ogni maledetta domenica” oppure, per avvicinarsi alla pallacanestro, a quello fatto da Nick Nolte alias coach Pete Bell in “Basta Vincere” del 1994? Siamo sicuri che i nostri otto coach sono dei maestri nel motivare le loro ragazze sul parquet, basta vedere una partita e si suda fino al 40’. Poco importa se il risultato o la giovane età non sorridono alle ragazzine terribili del Chioggia o alle ladies di Albignasego. Loro all’appuntamento con la partita di campionato si presentano in sei, sette o otto, e combattono, si buttano su ogni pallone e difendono, eccome se difendono. Otto modi di vivere diversamente la partita dalla panchina e proviamo a raccontarlo. Umberto Barzan è il coach delle Poiane (Gazzera), barba di due/tre giorni, sempre in piedi durante l’incontro, durante i time out è uno spasso, qualche battuta in dialetto e via, la Federica Righetto ne sa qualcosa. Barbara Bari, jeans elegante e occhiali da intellettuale, viene presa in giro dalle sue Fenici se usa la lavagnetta come i professionisti. Vive la partita nella pelle, nonostante tenga quasi sempre le braccia incrociate per leggere la partita in corso, vorrebbe esserci anche lei sul parquet. Lorenzo Furlan è un vero insegnante di pallacanestro. I suoi time out con lui seduto per terra a gambe incrociate, imitato dalle sue “tosette” sono diventati una leggenda del Panaf. Gianmaria Conte allena il Dream Team di Treviso. È il papà della giocatrice Barbara Conte, padre e figlia nella stessa squadra che condividono lo stesso grande amore per la pallacanestro. Maddalena Geron delle Thermal Casa Albignasego, l’anno scorso giocatrice, è proprio una gran brava ragazza. Lei sì che usa la lavagnetta. Seria e posata, legge bene tecnicamente e tatticamente le partite. Come Lorenzo Furlan, le loro squadre meriterebbero davvero più fortuna in fatto di canestri e vittorie. Giovanna Guidali è l’amica, la compagna di squadra e la sorella di un po’ tutte le giocatrici Angels, oltre che ovviamente il coach. Il suo primo pensiero è quello di fare giocare tutte le sue ragazze, a volte sono in tre a subentrare dalla panchina, a volte cambia il quintetto. Tutte devono giocare e soprattutto divertirsi, solo così arrivano le vittorie. Simone Mujelli delle Golosine è l’allenatore perfetto per far crescere il suo gruppo di cestiste, preciso anche negli scout, perché anche se il campionato è non agonistico, statistiche e percentuali vanno fatte, altrimenti che “panchina” sarebbe. Federica Rizzi è un po’ la mamma delle giovani atlete di Cerea, orgogliosa delle sue ragazze, snocciola a memoria tutta la storia della pallacanestro femminile di Cerea. Otto allenatori che hanno in comune una cosa: aver insegnato che non importa quanti canestri segni, ma quando quella palla scende nella retina, tutta la panchina si alza in piedi ad applaudire. Forse verrà anche spontaneo, ma quando le cose vanno male non c’è migliore cosa che sostenere le proprie compagne di squadra.

Thomas Maschietto

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