PANAF 2019 MS Group Thermal Casa

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La corsa divertita e di fretta delle Golosine dal parquet al corridoio degli spogliatoi per prendere il souvenir made in Paluani da dare alle ragazze Thermal contemporaneamente al “cinque” finale. In realtà il suovenir è anche per arbitro e a chi c’era dentro e al limite del parquet di gioco. Ogni risultato sul tabellone finale lascia il tempo che trova dopo un gesto di una eleganza infinita e di una galanteria degna di un terzo tempo tutte insieme. Ai fini della classifica è chiaro che conta quello che c’è scritto sul referto, 42-14 per le Ms Group di Verona, dopo un primo tempo di assoluto equilibrio 14-10. Se facessero punti anche i sacrifici e la voglia di mettersi in gioco delle giocatrici di Maddalena Geron, sarebbero state contente anche loro. Le Golosine si prendono e giustamente, gli applausi dopo il break che ha permesso loro di scappare via, con la tripla di Anna Bendazzoli (15 punti per lei) a tagliare gambe, caviglie, scarpe da ginnastica alle avversarie per il 19-10 che risulterà alla fine un divario incolmabile. Non ci piace trovare scuse o alibi o frasi fatte, non è giusto nei confronti delle vincitrici scaligere che sono state più brave ovunque, in difesa, in attacco e nei rimbalzi per i secondi tiri. Ma le Thermal Casa sono state stoiche, alcune sotto antibiotico, per presentarsi puntali a Sant’Ambrogio di Valpolicella, città dell’amarone e della pietra, del marmo e del granito. Senza Silvia Gomiero, senza playmaker che contro Cerea aveva dato una grossa mano. Michela Cinetto gioca quasi tutti e 40’, emozionante vedere sul parquet assieme con la stessa maglia le due sorelle Ketty e Daniela Ottolitri. Ciò non toglie, guai solo a pensarlo, i meriti alle Golosine, brave, bravissime che segnano da tre, in entrata e attaccano la zona. Il finale già raccontato è figlio di un gesto molto carino, le giocatrici di pallacanestro sorprendono sempre, ti lasciano a bocca aperta proprio quando non te lo aspetti. Quella simpatica corsa a sirena suonata delle scaligere a prendere i souvenir, beh, difficile scordarselo per chi c’era. Thomas Maschietto

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