PANAF 2019 Chioggia D.T.Treviso

      Nessun commento su PANAF 2019 Chioggia D.T.Treviso

Buon compleanno Barbara Zambon, giocatrice della Dream Team Treviso e autrice di 16 punti nella vittoriosa trasferta nella laguna di Chioggia delle sognatrici per 83-25. E allora immaginiamoci le 16 candeline, tanti quanti sono stati i suoi punti, messe sul ferro del canestro come se l’anello fosse una torta di compleanno. E poi spente da Barbara insieme alle sue compagne di squadre tutte di un fiato. E buon San Valentino a tutti gli innamorati, prendiamo la palla al balzo perché nello splendido palazzetto di Borgo San Giovanni c’era più di qualche coppia di innamorati, partendo dalla panchina del Chioggia, ma anche in quella trevigiana, dove ad accompagnare la squadra in laguna, assente il coach titolare, c’era l’altra metà del cuore di una delle giocatrici orange (che in trasferta vestono di scuro con il numero in arancione). E buona pallacanestro a tutte le ragazze del Panaf, perché chi gioca questo torneo è innamorato follemente anche della palla a spicchi. Pensiamo per esempio a Marina Marzari (14 punti ieri sera), sempre delle Dream Team, ha viaggiato con trolley al seguito e la cartella del suo lavoro, venendo direttamente da lì, lei che fa la psicoterapeuta. Basket significa sacrificio ma per divertirsi e buttare dentro quella palla che le ragazze del Chioggia hanno trasformato in canestro per ben tre volte dalla lunga distanza con Adriana Mura, Enrica Vianello e Silvia Belesso. Chiudete gli occhi e immaginate di tornare bambini o ragazzi.. Quante volte chi era in panchina ha detto “se siete stanche/chi siamo qui” oppure “c’è qualcuna/o che vuole uscire?” Della serie vogliamo giocare anche noi! Ecco l’altra sera nella panchina trevigiana più di qualche volta si sono sentite queste frasi. Quindi basket significa anche divertimento e correre da una parte all’altra come dei missili palleggiando dritto a canestro. Bello vedere nella panchina ospite parlare a turno durante i time out Ester o Barbara Girardi o l’allenatrice di turno. Ancora più bello vedere quelle braccia allungate di Serena Conti e Marzari, sedute in panchina, nel tentativo di fermare l’uscita dal campo spericolata di Carlotta Rossetti nel tentativo di inseguire il pallone. Cade un mito, ovvero per un attimo Marina vede sfuggire via la sua mitica fascia nera che le ferma i capelli. Bianca invece è la solita fascia che avvolge la capigliatura di Emanuela Boncompagni. Anche questo è un particolare che messo insieme agli altri ha reso la serata fantastica per chi c’era.

Thomas Maschietto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *