PANAF 2019 Cerea Angels

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CEREA. Uno, due, tre… PIZZA!!! Le Angels esultano così nella vittoriosa trasferta scaligera di Cerea, città patrimonio dell’umanità Unesco per la sua Oasi Valle Brusà. Le ragazze di coach Giovanna Guidali fanno brillare sul tabellone dei punti il 64-38 (4-10, 14-27, 23-44 i parziali in chiave ospite). Tanto di cappello alle ragazzine di Federica Rizzi, cinque di loro hanno 17 anni e nonostante il divario accumulato nel corso dell’incontro, almeno due di loro sono da avere nel “FantaPanaf” la play Martina Fasolin, talento e tecnica a disposizione delle compagne e Alessia Lorenzetto. E sinceramente non dispiacciono nemmeno le altre. La mascotte di casa è un simpatico toro con la divisa granata che sbuffa nel cerchio del centrocampo e sulle borse e felpe delle ragazze veronesi. Ma noi siamo dei gentiluomini e alle “tose” di casa si addice di più l’ape regina, vecchio simbolo della squadra, che spunta da una vecchia divisa di gioco. Gli angeli sono angeli, ma se rimaniamo in termini di animaletti simpatici ecco saltare fuori l’Aquila (Trento) da una copri casacca di Silvia Bisoffi, la vera… regina in campo ieri sera, 14 punti e tante meraviglie. La signora del verniciato e del piede perno è Laura Barcaro che sotto canestro detta legge. Giocate d’alta scuola tra Barcaro e Francesca Franzoi per il canestro da sotto del 21-10. Scappa da ridere alla numero 22 ospite Zvinka Ostapyuk dopo una entrata sbagliata da sottocanestro, una risata contagiosa. “Non segno mai” dice lei a fine sempre più sorridente. E c’è un “oooooh” di magnificenza dalla panchina padovana quando nel corso del primo quarto Luisa Stella tenga una giocata a canestro in virata centrale con gancio cieco. Due cose da sottolineare e che ci rendono felici che ci sia questo torneo femminile. È da ammirare la carezza sulla guancia della leader carismatica “Fiore” De Rosas a Martina Fasolin dopo uno sfondamento in attacco della giocatrice padovana. E tutti quei “cinque” che, credeteci sulla parola, le Angels si danno ogni volta che c’è un cambio, un time out o una fine del tempo. Prendere come esempio la numero 24 Barcaro che prima della palla a due ha fatto tutta la panchina a bracca tese e palmi delle mani aperti per dare il cinque alle sue compagne di squadre. Scusate se è poco, ma queste sono emozioni da pelle d’oca e sbaglia chi pensa che la pallacanestro siano solo i due punti in palio.

Thomas Maschietto

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