Il cielo vi aspetta, giocatrici di Cerea. “Testa e cuore” la loro filosofia di vita. Quante lacrime tra le braccia dei due coach Davide Pasini e Federica Rizzi

Cosa hanno in comune due bombole d’ossigeno, una multitasking, una mamma e un cavallo pazzo? E tre amiche che giocano insieme da quando erano piccole?

Semplicemente “Testa” e “Cuore”. Questa è la risposta perché questa è sempre stata la filosofia di vita del basket Cerea al suo quarto anno di vita. Le ragazze del Cerea hanno vinto martedì scorso contro le Fenici Venezia e sabato giocheranno per il quinto posto del 4Panaf contro le Thermal Casa Albignasego.

Al di là di chi giocherà contro chi e che posto di classifica avrà la fine da quando abbiamo iniziato a scrivere quest’anno le cronache abbiamo racchiuso milioni di lettere alfabetiche, infinite frasi con in mezzo qualche cifra, in un solo concetto: l’EMOZIONE.

E non c’è emozione se non la senti sulla tua pelle, come i “brividini” e la “pelle d’oca”.

Le ragazze di Cerea hanno pianto di gioia alla fine della partita, si sono abbracciate in un sola unica persone, pensiamo alle braccione di coach Davide Pasini che ha avvolto le sue otto ragazze e l’altra coach Federica Rizzi. Federica che poi abbraccia la sua capitana, la “mamma” del gruppo Aurelia Cappelletto, non fa altro che aumentare l’intensità della commozione.

Anche leggere e sentire parlare Serena Bigardi non solo è motivo di orgoglio per noi. Ma ci tremano le mani sopra la tastiera e sinceramente in questi momenti vorresti conoscerle tutte da tempo per condividere con loro il momento. Ma noi siamo leoni da tastiera e l’emozioni ci tocca solo immaginarle.

““Testa&Cuore”: questa è sempre stata la “filosofia di vita” della nostra squadra, fin dal primo anno in cui si è formato questo gruppo, circa 4 anni fa. Da allora, molte cose sono cambiate e la squadra così come la vedete oggi è il frutto di costanza, determinazione, voglia di crescere e passione. E del forte legame che si è creato tra di noi e con i nostri coach, Federica Rizzi e Davide Pasini, che hanno puntato su di noi sempre e comunque e ci hanno seguite nel nostro percorso di crescita con tantissima pazienza e altrettanta fiducia” ci racconta Serena.  

“Aver raggiunto determinati risultati dopo anni di duro lavoro è stato un motivo di immensa soddisfazione per tutta la squadra, di esultanza fino alle lacrime per i risultati riportati durante la scorsa partita del PANAF. Essere inoltre consapevoli dei miglioramenti ottenuti allenamento dopo allenamento e di ciò che insieme stiamo costruendo è una grande gioia per noi.”

Finora ho nominato sempre la squadra senza però specificare il nome di chi ne fa parte: Aurelia Cappelletto, Alessia Crestan, Chiara Silvestroni, Alessia Lorenzetto, Samantha Vanini, Giorgia Alinone, Martina Fasolin, Francesca Lucchini, Veronica Costantini, Arianna Zaupa e Jessica Donadoni.

Sono nomi e cognomi che abbiamo scritto e messo giù ripetutamente un sacco di volte per tabellini e classifiche di punti. E allora andiamo alla scoperta di queste favolose 11 ragazze  che ci sono svelate sempre da Serena Bigardi. Partendo da chi è costretta a seguirle dalla tribuna.

Jessica Donadoni: “Purtroppo, dopo aver ripreso a giocare a basket, Jessica ha subito un grave infortunio, ma oramai si è quasi del tutto ripresa e ci sostiene sempre con il cuore”.

Francesca Lucchini: “E’ la nostra seconda pivot che per motivi di studio e lavoro si trova all’estero da circa un mese ormai, ma ci sostiene sempre anche da distante.”

Aurelia Cappelletto: “è soprannominata la “mamma” del gruppo, mano lesta, sveglia e con anni e anni di esperienza nel settore cestistico.”

Chiara Silvestroni: “con la sua capacità di adattarsi a qualsiasi situazione, oserei definirla multitasking.”

Alessia Crestan e Alessia Lorenzetto: “sono le due Alessie, con le quali gioco insieme da quando eravamo piccole. Nei primi anni in cui abbiamo iniziato a giocare a pallacanestro, eravamo le uniche donne in una squadra maschile. Diciamo pure che con i maschietti in squadra ci siamo fatte le ossa.”

Samantha Vanini: “è la new entry del gruppo che sta dimostrando grinta e voglia di mettersi in gioco”.

Giorgia Alinone e Martina Fasolin: “per due volte la settimana si fanno parecchi chilometri per venire agli allenamenti e sono sempre presenti, la prima col suo sorriso sempre stampato in faccia e la seconda con la sua energia e due bombole d’ossigeno (al posto dei polmoni) che non si esauriscono mai”.

Veronica Costantini: “Veronica è il “cavallo pazzo” della squadra, con la sua velocità ed esplosività”.

Arianna Zaupa: “la nostra “tripletta” vestita da juventina, una dei tre playmaker della squadra, assieme a Martina e a me”.

 Serena, mi sembra che non manchi nessuna… dai aspetta, una in realtà manca.. e quel “me” con cui hai finito le presentazioni.

Cosa ci racconti di te dolce Serena? Solo una premessa su di te…  é stato bellissimo vedere che dentro il borsone da basket avevi un voluminoso libro di lettura.. per il viaggio da Cerea a Mestre… Quanti di noi mettevano il libro nello zaino per leggerlo durante i tragitti in pullman da casa ad università..

“Per quanto riguarda la mia “carriera cestistica”, ho iniziato a giocare a basket a 10 anni in una squadra maschile, come già vi dicevo, e questo mi ha davvero aiutata ad imparare la fisicità di questo sport e a “farmi le ossa”. Dai 14 ai 15/16 anni, sempre nel Cerea, ho giocato in una squadra di promozione femminile che si era appena formata. E qui le mie compagne più grandi mi hanno saputo trasmettere la loro esperienza sul campo, sicuramente maggiore della mia.”

“E infine, eccomi qui nella squadra delle Simie! Abbiamo iniziato con un campionato CSI (eravamo l’unica squadra femminile di tutti i gironi) per poi passare ad un U18 per due anni e,infine, ad un ACSI (in cui siamo invece la squadra più giovane): ognuna di queste tre tipologie di campionato ha contribuito a farci crescere sia come squadra sia per quanto riguarda le caratteristiche peculiari (le “specialità”) di ogni giocatrice.”

Ti interrompiamo un attimo… Hai detto “Simie” e U18. Togliamo il 18 e resta “U

Ma è il nostro urlo di battaglia! Il nostro urlo è legato al nome della nostra squadra, Simie appunto, che se non ricordo male è nato anni fa quando eravamo in trasferta verso Bolzano…viaggiavamo su un furgoncino targato Bulgaria e sul retro c’era pure scritto “Trasporto bestie feroci”. Di recente abbiamo aggiunto tre “U u u” prima di dire il nome, così da caricarci e sembrare delle scimmie a tutti gli effetti”.

Eh va bene dai occhio alla freddura Serena. Potremo chiamarti Scimmietta ripensando a come Luciana Littizzetto chiamò Giacomino Poretti in una telefonata nel film “Tre uomini e una Gamba”. Noi ci scherziamo sopra.. ma siete fantastiche perché usando questo urlo, anche senza saperlo, date un bel calcio o fate un bel canestro al e contro il razzismo.

Continua pure..

Il mio ruolo all’interno del gruppo è quello del play-guardia: mi piace aprire il gioco, leggere la situazione e prediligo molto il tiro da fuori e quei passaggi tattici che rompono la difesa e magari portano le mie compagne a canestro. Amo il basket non solo per lo sport in sè, ma soprattutto per la squadra meravigliosa in cui mi sono ritrovata a giocare e che mi ha insegnato certi valori quali l’unione, il rispetto, la determinazione e quel senso di famiglia e di condivisione che si può trovare solo in un gruppo davvero unito. Ma oltre alla comune passione per il basket, ciò che più di tutto ci unisce è la nostra amicizia. Nonostante le diverse età (la maggior parte di noi ancora studia, qualcuna già lavora) e personalità che caratterizzano il gruppo, ci vogliamo bene e mettiamo sempre al primo posto la squadra e non l’orgoglio personale (sano principio che da sempre i nostri due coach ci hanno trasmesso).

Serena hai conto sul segno con quel “CI VOGLIAMO BENE”. È il riassunto, è l’emozione e lo stato d’animo di tutte le otto squadre che partecipano al 4Panaf. Gazzera, Fenici, Thermal Casa Albignasego, Ms Group Golosine, Dream Team Treviso, Chioggia e Angels Padova sono uguali identiche a voi.

Credo c sia l’unico senso per cui ne è valsa la pena vedere dal vivo 19 partite su 26 fin qui giocate nel torneo.

“Vorrei concludere con un celebre aforisma di Bill Russell: “Il basket è l’unico sport che tende al cielo. Per questo è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre a terra”

“…e allora forza Simie, il cielo ci aspetta!”

“Uno, due, tre…U U U SIMIE!”

E chissà, cara Serena, come canta quel cantante famoso di Correggio, voi che conoscerete il Cielo, chissà se lì in alto passano gli Who…. (Fuori come va, citazione)

Intervista e foto di Thomas Maschietto  (Chiediamo scusa a Jessica Donadoni se non c’è la sua foto… purtroppo le nostre strade tra Cerea, Padova, Mestre e Jesolo non si sono mai incrociate)

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *