Cara mamma ti scrivo… Io, Umberto e il basket Gazzera. Comunque vada la coppa sarà per te..

“Cara mamma mi manchi e a te, che sei lassù, dedico i 12 punti che hanno permesso alla mia squadra di arrivare in finale”

Giorgia Scarpa non è solo una giocatrice di basket della Gazzera. Non è solo una Poiana, ma prima di tutto è il cuore di sua mamma, gli occhi e l’anima di chi veglia su di lei giorno e notte da lassù. Un periodo così così buttato, anche se solo momentaneamente alle spalle, con la partita perfetta contro le Angels.

Sarebbe stato bello fare un botta e risposta tra lei e il coach delle Poiane Umberto Barzan, ma non ne siamo capaci di fare finta di niente, cara Giorgia..  Ridevamo assieme quando abbiamo foto un selfie assieme alla festa della Gazzera, quando hai fatto la foto insieme a Sonia Calza dell’ Annia basket per cercare il giochetto di parole Calza-Scarpa..

E abbiamo e stiamo soffrendo in questi anni insieme a te.. Perché ti rivogliamo vedere sorridere.. anche con il cuore..

A mia mamma dedico quel che sarà della finale, comunque vada. Noi ce la metteremo tutta per vincere e quel che sarà, come ho appena detto lo dedicherò comunque a lei che mi guarda da lassù. Lei mi ha sempre guardata alle partite e per me quest’anno è stata dura perché è mancata in tribuna la spettatrice più importante della mia vita. Un vuoto immenso che mi ha cambiata dentro me e dentro al campo”

“Umberto oltre ad essere il mio coach è anche il mio compagno di vita da vent’anni ormai. Ci siamo ovviamente conosciuti Ci siamo conosciuti ovviamente grazie al basket e a quelle partite estive nei campetti, e da lì non ci siamo più lasciati, quindi al basket devo anche il fatto di aver conosciuto l’uomo più importante della mia vita. A lui dedico la vittoria della semifinale perché ci ha supportate e sopportate con una pazienza infinita e per la fiducia che ha dato sempre a tutte noi indistintamente, per le risate che ci fa fare, anche se spesso dice che lo portiamo all’esaurimento!!!

“Vittoria meritata per noi e  per lui soprattutto contro una bella squadra e giovane come le Angels che ci ha messe a dura prova fisicamente ma che abbiamo saputo gestire mantenendo la giusta concentrazione, ed è stata la prima vera vittoria di squadra”.

Raccontaci delle Poiane…

“Abbandonato  il basket agonistico ho fondato insieme a Valentina Giacomini, Giuliana Tegon, Jappo (Elisa Serafini), Luisa Poloni, Giovanna Affinito, Sara e Silvia Fattori, il Virgin team per continuare a fare due tir  con quelle amiche storiche con cui sono cresciuta condividendo momenti dentro e fuori campo importanti e che continuavano ad aver voglia come me di palla a spicchi”.

Dal Virgin team alla squadra della Gazzera il passo è stato breve e poi sono arrivate le quattro partecipazioni di fila su quattro al Panaf.

“Molte ragazze sono entrate ed uscite dal Virgin team, ma il gruppo fondatore è rimasto solido fino ad oggi. Quattro anni fa il Basket Gazzera ci ha dato l’opportunità di ritornare a far parte di una società e sentirci parte integrante di un progetto e di indossare una divisa (e chi l’avrebbe mai detto???) e subito dopo il Panaf di sentirci ancora giocatrici di basket (nonostante lavoro, famiglia, figli, acciacchi…) e farci riprovare quell’adrenalina che solo le partite, quelle vere, sanno dare.

La tua compagna di squadra Giuliana Tegon ha ripetuto fino allo spasmo che questo è il suo ultimo anno…

“Anch’io ultimamente penso spesso a smettere di giocare ma poi mi dico: “come farei a stare senza ai “parecchi” della Vale, le foto della Fede, il flash della Giovanna, il vagare in campo della Laura Monego, la spossatezza della Elisa (Jappo), i momenti no della “Bendo”, le espressioni della capitana, i mal di testa della Giuly? No, non credo ce la potrei fare….”

Un po’ da sorridere ci viene.. Laura vaga in campo.. è vero.. quante volte mi sono sentito dire “va via di lì” mentre giocavo.. Ultimamente con un ginocchio e mezzo mi metto nell’angolino quando non riesco a saltare..

“Nel gruppo Poiane, c’è molto del mio cuore: la mia passione per questo sport, le mie più care amiche (alcune tra cui Paola Cedolini e Chicca Bendoricchio fin dal liceo), la mia Ginger mascotte e cane più baskettaro del Triveneto. E ovviamente il mio coach Umberto…”

In semifinale il tuo numero 7 è apparso più volte nel referto dei punti sulla colonna della squadra di casa “A”.

“……Già finalmente sono tornata a segnare in doppia cifra in un periodo difficile della mia vita e farlo proprio in semifinale è stata sicuramente una grande soddisfazione unita alla gran gioia di aver contribuito ad aiutare la mia squadra a proseguire in questa meravigliosa avventura verso la finale”.

“Ho iniziato a giocare da piccolissima, non avevo ancora l’età per iniziare il minibasket e passavo i miei pomeriggi  a giocare a basket in cortile, ovviamente unica femmina insieme a tutti maschi. Poi ho cominciato e non ho più smesso fino ad oggi militando tra serie C è B del mestrino fino a concludere la mia carriera cestistica nel trevigiano”.

Lo sappiamo Giorgina gingerina… Ci basta entrare al Pala Frassetto di Montebelluna ed ecco il quadro appeso alla parete della squadra femminile dove ci sei tu e la nostra amica in comune Lisa Cignarale…

Un grazie speciale a te Thomas che con le tue foto ci hai donato dei bellissimi ricordi”.

Mi fai sempre arrossire.. è bellissimo quando qualcuno pensa a te.. Ah proposito ho sentito un nuovo slogan in palestra..

E’ un appello … non c’entra niente con il basket ma devo dirlo): “adottate i gatti della Jappo!!

Con un ti voglio bene grande come una casa amica mia.. da quella telefonata della scorsa estate… ti ringrazio per avere aperto il nostro cuore e averci parlato delle tue paure..  e delle tue sensazioni..

intervistina e foto di Thomas Maschietto

 

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