“Io intanto corro… ” Il basket come vittoria nella vita per Luana Campaci, ventitreenne playmaker del Chioggia.

Corri ragazza corri. A canestro, per tutto il parquet, anche se ti spaventa fare da playmaker nella tua squadra, il Basket Chioggia.

A vederla giocare, Luana Campaci, la numero 14 delle “ragazzine” di coach Lorenzo Furlan, ci fa tornare un po’ tutti ragazzini (appunto), come eravamo noi alle “prime volte” con la palla da basket in mano in una partita vera. La fretta di arrivare sparati a canestro, dando l’impressione di volare, quasi avessimo paura di perdere l’amica palla, a cui vogliamo un mondo di bene. E la fretta ancora maggiore di buttarla dentro all’anello, bene o male che vada.

Dalle parole di Luana traspirano momenti indelebili di tutti noi. Tutti noi compresi in “quelli che guardavamo giocare i più bravi”, sapendo che avremo avuto un paio di minuti o i secondi morsi dal cronometro del tabellone per dimostrare sul parquet che in fin dei conti anche noi avevamo delle qualità.

“Ho incontrato il basket ormai dieci anni fa, quasi per caso. Avevo 13 anni, piccola e bassa, proveniente da un piccolo paese della provincia di Rovigo (Pettorazza) dove la pallacanestro è poco conosciuta e per nulla praticato. Non avrei mai pensato che una realtà così distante sarebbe poi diventata parte consistente della mia vita di tutti i giorni. Ero alle scuole medie quando un’insegnante ed allenatrice osservando la grinta che da sempre mi caratterizza mi ha proposto di provare quello che per me era un nuovo ed insolito sport”.

Poi..

… Eh poi, molto presto,  ho conosciuto la squadra del Chioggia, allora un bel vivaio di ragazze. Come tutti anch’io ho passato il mio momento da “gavetta”: sulla panchina a guardare, osservare, tifare per la squadra ed anche a riflettere se effettivamente quello era il posto giusto per una ragazza di 160 cm priva di solide fondamenta della materia.. sono stati momenti non sempre belli ma utili, che mi hanno fortificato e mi hanno portato ad essere la giocatrice che ora sono!”

E che tipo di giocatrice! In questa quarta edizione del Panaf Luana potrebbe vestire il costume di Flash con la calamita sulle mani. Lo slalom gigante è servito tra avversarie e alla faccia dei fondamentali, le infrazioni di passi e doppia sono già state rinchiuse dentro l’armadietto dei ricordi e delle prime volte. Ogni tanto qualche colpo di coda (con i capelli ovviamente) alle avversarie durante le contese… ma è normale tra le giocatrici con la chioma bella voluminosa…

 

“L’esperienza con il Panaf significa per noi del Chioggia innanzi tutto euforia perché avere la possibilità di scendere in campo è sempre un esplosione di emozioni non facile da tradurre a parole. È un’occasione di confronto e soprattutto un’occasione per imparare dalle giocatrici delle altre squadre che sicuramente mostrano la loro di gran lunga maggior esperienza tecnica.. il basket è una passione e anche se si tratta di avversari quando si assiste ad un’azione mozzafiato è sempre un onore e piacere. Nonostante i miei limiti quest’anno ho guadagnato il soprannome di “Air Lu” per lo slalom sul parquet.. sono queste le piccole cose che mi spingono a continuare dando sempre di più.. Inizialmente portare su la palla mi creava agitazione poi un bel giorno ho smesso di pensarci e ho lasciato che a guidare le gambe siano istinto, passione e grinta e questo è stato il risultato!”

A voi “tose” del Chioggia manca solo una vittoria, almeno una, dopo due anni di Panaf tra miglioramenti (molti) e tante cose buone da mangiare preparate nel terzo tempo…

 “È vero anche quest’anno non abbiamo portato a casa vittorie noi del Chioggia.. siamo una squadra amatoriale e tra noi non c’è nessuna da poter vantare un’esperienza tale come accade in tutte le altre squadre.. mi sento di premettere che forse proprio alla pari non siamo ma come dico spesso “non me ne importa ”. “Finché c’è da correre io corro, perché il basket è la mia passione, è la mia vittoria nella vita.. e poi i miglioramenti ci sono anche se piccoli quindi chissà.. credo che in futuro arriverà anche il momento di vincere!”

Secondo noi, Luana, tu hai già vinto. Tanti canestri, anche tante botte prese e date. E soprattutto  i tanti sacrifici per studiare a Ferrara, all’università di scienze e tecnologie della comunicazione. Ma dire che il basket è la tua vittoria nella vita, ci fa rendere conto, il sottoscritto in primis che di anni ne ha venti più di te, che cos’è una emozione dentro il campo da basket. Sentirsi dire proprio così. Non si finisce mai di imparare. Grazie Luana dell’insegnamento.

E grazie di averci dedicato un bel spazio dell’aria del parquet che respiri e un po’ di te… Le tue parole vengono fuori dal cuore e finiscono direttamente nel parquet..

Intervista e foto di Thomas Maschietto

 

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