A microfono acceso. La parola alle protagoniste del Panaf. L’aquila Serena Conti, i suoi canestri, il suo ginocchio e i suoi tatuaggi..

Lanciamo una sfida in attesa delle semifinali.. Proviamo a vestire i panni dei veri giornalisti e dare la parola alle protagoniste del torneo. Serena Conti, numero 13 della Dream Team Treviso, squadra prima in classifica e Serena è la leader delle marcatrici, si è concessa alla follia dei nostri microfoni.

Una laureata al comando della classifica marcatrici della quarta edizione del campionato di basket femminile Panaf. La trevigiana Serena Conti, l’età non si chiede mai ad una signora, giovane o adulta che sia, con i 39 punti segnati nell’ultima di campionato contro il Chioggia ha sorpassato la leggendaria capitana della Gazzera Luisa Poloni (118 punti contro 109). Forse è anche record di punti segnati nel torneo, ma è un numero da prendere con le molle, 34 ne fece Lisa Cignarale con le Lady Jesolo contro Chioggia e a memoria non ricordiamo, tra le vagonate di canestri segnati Luisa Poloni i record stabiliti dalla Poiana.

Serena, quando hai iniziato a giocare a pallacanestro?

“A sei anni. La classica storia del maschiaccio che vuole stare con i suoi amichetti maschi e quindi inizia a giocare a basket. Finito il minibasket sono approdata a Treviso, quando ancora si giocava al CONI, dove la prima squadra era allenata da Nidia Pausich e le giovanili le gestiva Maurizio Sottana. Da là è stata tutta un’ascesa, abbiamo cominciato dalla serie C e vincendo tutti i campionati siamo arrivati alla A2. L’ultimo anno convocata anche all’All Star game nella compagine del Nord Italia. Poi gli studi, la laurea e il lavoro che mi faceva girare il mondo come una trottola.

Una giramondo, una globetrotter visto che Serena è stata anche in America… Più che una globetrotter, miss Orange 13 della Dream Team Treviso vola a canestro come un aquila. L’aquila tatuata sul collo del piede destro e che sale come un totem..

“Ho fatto questo tatuaggio dopo un lungo viaggio in America, quando sono andata a visitare la Monument Valley in Arizona e la riserva degli indiani. Il mio tatuaggio rappresenta un aquila totem e la sua capacità di spiccare il volo e distaccarsi dal mondo terreno. Il suo volare alto le consente di non farsi influenzare da quello che accade sulla terra, il messaggio dell’aquila consiste in un invito a mettere in gioco la propria forza in senso positivo, questo significa non utilizzare la propria forza interiore per prevalere sugli altri, ma incanalare questa forza efficacemente per superare le difficoltà della vita”

Tra le difficoltà l’infortunio al crociato, rotto e operato. In qualche modo scaldamuscoli, cerotti bianchi, fatto parte dell’abbigliamento di Serena assieme ai tatuaggi.

“Il lavoro ed il crociato rotto e operato (ecco perché ora gioco piena di scotch) hanno fatto si che la mia strada con il basket di serie si interrompesse. Ma ho continuato a giocare al campetto, la passione e l’amore restano sempre, ma si sa che il playground si gioca solo con il sole e quindi ho cercato un campionato che mi permettesse di lavorare e fare qualche partita d’inverno”

E quindi ecco il Panaf…

“Appunto. Grazie a Luciana Montelatici mi sono imbattuta nel campionato Panaf. Non ho mai preso tante botte in vita mia, sono sincera, ma è un bel campionato, organizzato veramente bene con persone disponibili e davvero appassionate. In campo c’è molto agonismo ma appena suona la sirena c’è un bel clima di amicizia che non mi aspettavo”.

Serena, grazie per il tempo che ci hai dedicato, grazie per i complimenti rivolti all’organizzazione del Panaf. E grazie per averci lanciato un assist citando Nidia Pausich e Luciana Montelatici. La signora Nidia è sempre presente da tifosa alle partite delle Dream Team. E ci onora portando in dote a questo campionato otto scudetti vinti (per un totale di 341 presenze e 1881 punti nella massima serie), una partecipazione mondiale e sei europei e ha giocato 136 gare (797 punti) con la Nazionale Italiana. Dal 2008 è nella Italia Basket Hall of Fame. Anche Luciana Montelatici, attuale capitana e fiore all’occhiello della Dream Team Treviso, è una vera e propria leggenda della pallacanestro italiana basti dire che ha indossato la casacca azzurra della Nazionale italiana.

(Intervista e foto di Thomas Maschietto)

 

 

 

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